LADY LAZARUS E ALTRE POESIE

18.00

Autore: SYLVIA PLATH
Editore: MONDADORI
ISBN: 9788804771630

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Descrizione

Nella versione italiana di Giovanni Giudici i versi della poetessa conservano intera la sua impronta, il tono, l’emozione interna. Come scrive Teresa Franco nella Postfazione, sottolineando il valore dell’incontro di due grandi poeti, questo lavoro di Giudici segna una svolta nella ricezione italiana di Sylvia Plath. Lo stesso traduttore, nel suo testo introduttivo, accanto all’«evidente immediatezza autobiografica» rileva come in questa poetessa agisca con sintonia impeccabile «una ferrea disciplina della parola»: doti che hanno garantito una perdurante attenzione a quella che è ormai divenuta una figura mitica e una voce inconfondibile nel panorama molteplice e internazionale della letteratura tra secondo Novecento e contemporaneità. Nell’articolarsi dell’opera della Plath, pur realizzata in tempi brevissimi (e del resto brevissima ne è stata l’esistenza, poiché si diede la morte a soli trent’anni), incontriamo l’apparire, come scrisse Robert Lowell (di cui Plath aveva seguito un corso universitario nel ’59), di una voce «ora freddamente divertita, ironica, ora acida, ora sognante, fanciullesca, aggraziata», per poi divenire «aspra e stridente come il grido del vampiro». Ci troviamo di fronte a una poesia confessionale, certo, ma che di molto oltrepassa i limiti di un genere per divenire l’emblema di un disagio esistenziale, di una condizione femminile profondamente turbata, fino al risalto drammatico che ne portò l’autrice sull’orlo dell’abisso e poi all’annientamento. Una vicenda mossa da una persistente angoscia, ma che pure arriva intatta sulla pagina in virtù di un’impeccabile pronuncia, di una mirabile sensibilità nel dettaglio della scrittura, che nell’intreccio con la profondità complessa dell’esperienza vissuta fanno della poesia di Sylvia Plath un testo molto amato e un imprescindibile classico.